Approvato il DDL sulla intelligenza artificiale

Accelerazione del disegno di legge sulla Intelligenza artificiale, che ieri è approdato in aula al Senato ed è stato approvato oggi in tutta fretta, con 85 voti a favore e 42 contrari.

Le commissioni di merito, Affari sociali e Ambiente, avevano approvato in un giorno e mezzo gli emendamenti, con qualche piccolo “colpo di scena” rispetto a quanto già segnalato con l’articolo del 17 marzo.

Il Governo infatti, dopo aver appoggiato le proposte di modifica dei relatori, ha chiesto la riformulazione delle stesse, che poi sono state approvate. Vediamo brevemente.

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Arrivano le nuove tabelle di legge sulle macropermanenti

Per le vittime di incidenti stradali arriva un criterio unico, valido per tutti i tribunali, per la quantificazione del risarcimento: sta infatti per essere approvata la Tabella Unica Nazionale.

La Tabella Unica Nazionale è un nuovo strumento per il risarcimento del danno non patrimoniale per le vittime di sinistri che hanno subito macrolesioni, ossia un’invalidità tra dieci e cento punti. E non solo: la Tabella Unica si applicherà anche alle vittime di errore medico. Questa tabella, approvata in via preliminare dal Consiglio dei ministri e che sarà adottata con un decreto del presidente della Repubblica (DPR), stabilisce un valore monetario preciso per ogni punto di invalidità, valido in tutta Italia.

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Carraro su IlFattoQuotidiano.it: Può la Commissione Ue finanziare chi promuove le sue politiche?

C’è qualcosa che non torna nel “grande racconto” della transizione ecologica europea. Non tanto e non solo per i contenuti – sui quali si potrebbe discutere all’infinito – quanto piuttosto per il metodo. O meglio, per quel peculiare intreccio di interessi che sta dietro alla narrazione dominante sul clima e l’ambiente.

La notizia è di quelle che dovrebbero far riflettere: stando al giornale olandese De Telegraf, la Commissione europea, sotto la gestione dell’ex commissario Franz Timmermans, ha elargito centinaia di migliaia di euro a organizzazioni ambientaliste al fine di fare pressioni, a livello nazionale e comunitario, a favore del cosiddetto “green deal”.

Non serve essere esperti di psicologia sociale per comprendere come funziona il meccanismo. Lo ha spiegato magistralmente Robert Cialdini nel suo celebre Le armi della persuasione: il principio di reciprocità è uno dei più potenti condizionamenti del comportamento umano. Chi riceve un beneficio si sente in dovere di ricambiare, anche inconsciamente. È un automatismo attivo nelle piccole cortesie quotidiane come nelle grandi dinamiche sociali. Ma nel caso in esame il meccanismo funziona “al quadrato”, per così dire, o se preferite come un circuito vizioso auto-alimentantesi. Infatti, abbiamo una istituzione pubblica che finanzia di nascosto soggetti privati affinché questi condizionino il dibattito sulle strategie di “governance” (e addirittura sulle correlate decisioni politiche locali e internazionali!) proprio grazie alle risorse ricevuta da chi governa.

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Doppio ricovero ospedaliero: l’azione risarcitoria relativa al primo comprende anche il secondo?

Una paziente viene ricoverata in ospedale per un intervento all’anca, a distanza di un mese subisce un successivo ricovero per curare un’infezione. La donna evoca in giudizio l’ospedale assumendo la responsabilità dei sanitari in relazione all’operazione, ma la CTU accerta la responsabilità in relazione al secondo ricovero.

La domanda risarcitoria avente ad oggetto la responsabilità dei medici per il primo intervento si estende al secondo?

La Corte di Cassazione, SezioneIII, con l’ordinanza 13 settembre 2024, n. 24656 (testo in calce), risponde negativamente e afferma che «non può aversi identità di domande, né può dirsi che l’una è implicita nell’altra, se esse fanno valere due inadempimenti diversi, in quanto relativi a prestazioni oggetto di diversi contratti». Infatti, la paziente ha concluso due diversi contratti con la struttura sanitaria: il primo avente ad oggetto l’operazione e tutte le prestazioni accessorie (pre-operatorie, post-operatorie et similia) e il secondo relativo alla cura dell’infezione. Si tratta di negozi che hanno ad oggetto prestazioni e obbligazioni distinte che non sono implicite l’una nell’altra. Infatti, per i sanitari difendersi dall’accusa di essere inadempienti al primo contratto (intervento chirurgico) non è come difendersi dall’inadempimento del secondo (cura dell’infezione).

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Danno da emotrasfusione: la prescrizione decorre dalla percezione della malattia

In tema di danno da emotrasfusioni, ai fini della valutazione del decorso della prescrizione occorre far riferimento non, di per sé ed in quanto tale, al fatto materiale del decesso del danneggiato, bensì alla percezione ed alla scoperta della malattia ovvero della sua ascrivibilità alla trasfusione di sangue infetto. (Nella fattispecie in esame, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, che, in accoglimento della domanda risarcitoria del danno proposta iure proprio dai congiunti del soggetto deceduto a seguito di trasfusioni di sangue infetto, aveva fatto decorrere il termine decennale di prescrizione del diritto al risarcimento del danno dalla data del decesso della loro dante causa). È quanto si legge nella 


sentenza della Cassazione civile del 4 dicembre 2024, n. 31029.

Riforma del Codice della Strada 2024

La riforma 2024 del codice della strada porta novità significative, con sanzioni più severe per la guida in stato di ebbrezza, l’uso del cellulare al volante e i parcheggi irregolari. Rafforzati i requisiti per il foglio rosa e regolamentata la micro-mobilità elettrica. Inoltre, previsti corsi di educazione stradale nelle scuole per sensibilizzare i giovani al rispetto delle norme.

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